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Il Palio di San Marco

Federico trascorreva il suo tempo libero tra giochi e “certamina” di ogni tipo, che spaziavano dai giochi da tavolo sino ai giochi d’azzardo tipici del periodo, oltre ad indire periodicamente tornei, giostre e duelli che avevano come protagonisti giovani valorosi scelti tra i tanti presenti nella sua corte. Amava divertirsi e lo faceva non solo attraverso giochi di forza, destrezza, abilità ecc. ma anche attraverso la caccia, esattamente la Falconeria. E’ sulla base di queste premesse storiche e tematiche, rispetto interetnico e spirito gaudente, che nasce l’idea di indire, “Il Palio Di San Marco”, manifestazione che ha quale unico riferimento storico la Fiera di San Marco, collocata a fine XIII sec.

Una prima assoluta per Altamura. Il nome di Palio deriva dal latino “Pallium” (drappo o stendardo in forma di labaro che in epoca medioevale si dava in premio al vincitore di una gara); ma il perché si è dato il nome del nostro Palio in onore all’evangelista Marco.

L’Anno Domini 2013, vedrà rivivere il binomio sempre voluto e perseguito da Federicus, il rispetto interetnico e lo spirito gaudente. Il Palio Di San Marco, quindi, vedrà contrapposte le quattro etnie che maggiormente hanno influenzato e caratterizzato Altamura in quel tempo, ossia Greci, Latini, Ebrei e Saraceni. Si sfideranno tra loro in 5 giochi distinti per tipologia (Tiro alla fune; Corsa nei sacchi; Salto della corda; Assalto al castello; Domino). I luoghi prescelti allo svolgimento delle ostilità sono: Piazza Duomo, Piazza Matteotti e Via Ottavio Serena. Un grande Abaco mostrerà al popolo le due etnie meglio classificate durante la mattinata e che si sfideranno nel tardo pomeriggio nel gioco finale de “Il Calcio Storico In Costume”. Al quarto che riuscirà a strappare la vittoria nel gioco finale, verrà consegnato il “Gonfalone Di San Marco”, simbolo del Palio e di vittoria, da tenere in custodia per un intero anno.

 

La Fiera di San Marco

La fiera di San Marco può considerarsi un’autentica testimonianza di quello che fu il processo di formazione della città di Altamura, ma soprattutto dell’inizio della coesione tra i suoi abitanti, originariamente diversi per provenienza geografica, cultura, religione e lingua.

Non si hanno testimonianze precise sulle sue origini, ma per essere stata intitolata a San Marco, fu certamente istituita dopo l’edificazione della chiesa eponima, appena fuori la Porta Montium o di Matera, avvenuta il 25 aprile 1292.

Gli antichi cronisti locali la descrivono come fiorente per il volume di scambi e vendite e per la partecipazione di avventori che giungevano dai centri vicini e da aree al di fuori del Regno. Anche se le contrattazioni iniziavano alcuni giorni prima, era il 25 aprile, giorno di San Marco, che si inaugurava ufficialmente la fiera con “l’alzata dello stendardo”.

Dal 1294, però, iniziarono a verificarsi forti attriti, destinati a durare nei secoli, con la vicina Gravina, che ricevette dal re Carlo II d’Angiò il privilegio di dar vita ad una fiera dedicata a San Giorgio con inizio cinque giorni prima del 23 aprile e termine due giorni dopo.

Questo nuovo appuntamento, dunque, veniva ad anteporsi alla fiera di San Marco, rendendola praticamente infruttuosa.

Solamente nel 1735, gli altamurani si fecero autorizzare dal sovrano Carlo III di Borbone ad anticipare la data della fiera al 14 aprile, in maniera tale da creare pregiudizio a quella di San Giorgio. Così facendo, però, si andò contro gli interessi di un’altra importante “piazza”; Bitonto, infatti, celebrava la sua fiera di San Leo l’11 aprile. Si iniziava, dunque, una guerra tra Santi.

Schiacciata tra Bitonto e Gravina, la fiera di Altamura perse progressivamente la sua importanza fino a scomparire del tutto dopo i tragici avvenimenti del 1799.

Albo d’oro del Palio di San Marco

Edizione VI       Quarto Ebraico

Edizione V         Quarto Saraceno

Edizione IV       Quarto Latino

Edizione III      Quarto Latino

Edizione II        Quarto Latino

Edizione I          Quarto Latino