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Le Tematiche

 
Nel 2014, la Fortis Murgia ha avviato un ciclo a carattere triennale, proponendo ai visitatori una trilogia tematica che trattasse di Fede, Laicità e Superstizione. L’approfondimento relativo al suo complesso rapporto con la Fede, prende le mosse proprio dalla storia e dagli eventi che lo hanno interessato. Spesso insignito del titolo di ‘anticristo’ (forse anche per la sua nascita avvenuta il 26 dicembre del 1194) per il suo atteggiamento conflittuale nei confronti dell’acerrimo nemico Papa Gregorio IX, fu uno dei pochi imperatori, e probabilmente tra i primi, a credere nel concetto di laicità, ossia nella visione di una rigida separazione tra potere politico e religioso. Contraddistinto dal suo evidente atteggiamento di opposizione alla Chiesa ed in particolare alla sua malsana tendenza a porre gli interessi spirituali in secondo piano rispetto a quelli temporali, quella del ‘puer Apuliae’ resta una delle più affascinanti e controverse personalità della sua epoca e della storia in generale. Il suo carisma, la sua cultura, la fame di conoscenza, la sua attività legislativa innovativa e studiata, lo hanno reso un personaggio unico, contraddistinto da un’aura singolare nella quale convergono realtà e leggenda, storia e mito. Conclusosi, poi, questo ciclo tematico, l’associazione ne ha proposto uno che avesse come motivi della festa i caratteri fondanti del decantato amor cortese. La VI edizione di Federicus, infatti, ha dato il via ad nuovo triennio ispirato alla celebre terzina dantesca del XIV Canto del Purgatorio dantesco: “… le donne e’ cavalier, li affanni e li agi / che ne’nvogliava amore e cortesia / là dove i cuor son fatti si malvagi.”  Dante, nella Commedia, rimpiange il tempo perduto e vive con nostalgia il ricordo del mito del cavaliere, simbolo di onestà, fedeltà e generosità che in virtù dell’amore riesce a vincere ogni battaglia, in una Firenze ormai lacerata dalle lotte tra le fazioni politiche. Il mito della donna e del cavaliere, dell’amor cortese che rende forti e virtuosi gli uomini e di cui la figura femminile è strumento e simbolo, continuerà ad ispirare a lungo i poeti e a vivere sino al Rinascimento inoltrato. Trait d’union con Federicus è la Scuola poetica siciliana, che raccoglie, non solo idealmente, un gruppo di poeti provenienti soprattutto dal Meridione d’Italia, attorno alla Magna Curia di Federico II e si caratterizza per la ripresa e l’utilizzo di temi tratti dalla tradizione provenzale e dalla letteratura italiana delle origini e dall’utilizzo del volgare siciliano. Nella formazione e nella vita dell’Imperatore e della sua corte la poesia rivestiva un ruolo di prim’ordine in quanto essa era espressione di un’ élite che doveva esibire il proprio prestigio culturale. Quando l’Imperatore giunse in Italia conosceva già cinque lingue e promosse il sorgere di una produzione poetica ispirata ai modelli provenzali ma scritta totalmente in volgare siciliano, fatto di capitale importanza per la nascita e lo sviluppo di una poesia d’arte in volgare italiano. Ed infatti in breve tempo, grazie ai rapporti tra i funzionari di Federico con i ghibellini dei comuni italiani, la poesia della scuola siciliana si diffuse in tutta la Penisola, ma in Toscana, terra fecondissima, la neonata lingua letteraria mutò le proprie caratteristiche. Dante e gli stilnovisti ebbero così una base su cui avviare e sviluppare un nuovo modo di fare letteratura. In favore di una efficace comprensione della cultura stilnovistica, che abbia connotati storici e reali, che si adorni di dati certi ed indiscutibili, la manifestazione medievale di Federicus si caratterizza di rilevanti contributi durante gli eventi culturali che la caratterizzano prima e durante la tre giorni di festa. Tra le personalità di spicco  che hanno presieduto i convegni organizzati, si annoverino il prof. Franco cardini, nonché illustri docenti provenienti dalle Università degli Studi di Bari, del Salento e della Basilicata. Estremo interesse e attiva partecipazione anche da parte degli studenti delle scuole per la neonata Scripta Manent, fiera del libro medievale, fiore all’occhiello della scorsa edizione, percorso di conoscenza della trasformazione dal foglio pergamenato a quello stampato. Federicus, pertanto, non è solo la tre giorni di festa ma anche e soprattutto ciò che ruota attorno ad essa: i preparativi, gli arredi, le mostre, gli eventi, le scene recitate che si sono succedute e che rischierebbero di perdersi nella nostra memoria se non ci fosse un lavoro di archiviazione e catalogazione svolto dalla fotografia, dai documenti cartacei e video che testimoniano il suo vasto eco nel circondario, ma anche sul territorio nazionale ed internazionale.

Angela Simone e Ilaria Morgese

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